BR_WWD_Day1
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KEROTOO ha iniziato a dipingere da giovanissimo, nel 2002, mosso dalla passione per la cultura hip hop e la musica rap. Insieme ad altri amici, ebbe la possibilità di conoscere Boost, famoso writer di Udine, che insegnò loro la filosofia che sta alla base del graffittismo, l’importanza della comunicazione di messaggi attraverso il disegno o il writing e quanto sia fondamentale il continuo studio per migliorare ed accrescere il proprio stile personale.
Da quel momento in avanti, Kerotoo ha iniziato a dipingere ovunque, sperimentandosi e cercando le proprie linee. Il suo stile poliedrico adatta l’opera al contesto socio-ambientale in cui è inserita, è influenzato tanto dall’espressionismo astratto quanto dalla pittura rinascimentale che riesce a fondere padroneggiando svariate tecniche.
Ama il movimento delle lettere, specie se tortuose fino ad essere difficili da comprendere, quasi criptiche.
Nell’ultimo periodo, utilizzando il suo talento anche per l’arte figurativa, ha iniziato a unire i diversi stili e forme, mescolando il “lettering” ad immagini e a sfondi, creando lavori nei quali gli elementi diversi si fondono in un tutt’uno armonico.
Per Kerotoo l’arte detiene il potere di cambiare le cose, di qualsiasi cambiamento si tratti, per questo è importante portare avanti un messaggio positivo attraverso i propri lavori.

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SCARPA ha iniziato il proprio percorso artistico facendo graffiti sulle pareti del gemonese ma il disegno ha sempre fatto parte di lui e delle sue maggiori passioni.
Il suo stile è caratterizzato da una predilezione per gli elementi figurativi rispetto al lettering, che rimane in secondo piano. Per Scarpa, ciò che è importante sono la storia e il messaggio comunicati attraverso la pittura. Dalla passione per l’iperrealismo è passato poi allo studio di forme più stilizzate, dove il tratto è il principale mezzo di comunicazione e riconoscimento dell’artista. Scarpa ha inoltre una passione per il tipico stile delle vetrate: colori marcati e separati da contorni decisi e neri che frammentano l’immagine globale. La sua passione è diventata ormai un lavoro a tempo pieno: grazie al suo talento e alla sapienza nel disegno e nell’utilizzo degli strumenti di grafica, l’artista gemonese si occupa attualmente di produzioni grafiche e aerografie. Lavorando su caschi, moto e carrozzerie di auto, è passato dagli ampi contorni dei murales a un’attenzione dettagliata per i particolari.

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ZONE ONE è un artista di origine triestina ma ormai residente in Francia. I suoi lavori traggono ispirazione tanto dalla grafica quanto dall’iperrealismo fotografico, con un’attenzione particolare alla chiarezza del messaggio e all’ironia di giochi di parole e concetti.

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PAOLO BRASA dice:
“ho cominciato a dipingere quando avevo 17 anni perché mi piacevano le frasi d’amore scritte sui muri e volevo contribuire anch’io a quella scena romantica.. i graffiti di ogni genere lasciavano immaginare persone e storie intrecciate nel tessuto urbano.
Per me i graffiti sono strumento di espressione personale e di comunicazione pubblica e penso che questa dualità tra pubblico e privato sia la forza dei graffiti. l’arte, e soprattutto i graffiti, devono essere utili e portatori di un messaggio positivo, devono aprire la mente delle persone. l’arte non cambierà il mondo ma potrà sicuramente contribuire a migliorarlo, ed è per questo che amo dipingere in strada, in mezzo alle persone, creando gallerie a cielo aperto fruibili a tutti.
E poi, i graffiti hanno l’incredibile capacità di creare socialità e situazioni di scambio umano tra le persone che dipingono insieme.. è un po’ come agire uniti per la stessa causa e con gli stessi intenti, ma ognuno a modo suo, col suo stile e i propri pensieri.
Tutto questo penso che contribuisca a migliorare le cose, o se non altro, a crearne di buone. Basta questo.”

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Con un nome dalle origini antiche e ancestrali, MALAKKAI (in Ebraico “mio messaggero”) è uno street artist spagnolo di Almeria che attualmente vive a Girona.
Dipinge da tutta la vita, forse perchè non ha mai avuto playstation e videogiochi “e in qualche modo dovevo riempire il tempo.”
Nel 2000, ispirato da uno street artist da lui molto amato, iniziò a dipingere sui muri di Almeria. La sua arte non è mai stata legata al mondo ed alla cultura hip hop; per lui i graffiti riescono ad essere una specie di terapia perchè dipingere è una continua crescita personale.
Predilige le aree abbandonate dove le pareti riescono a comunicare e a dirigere il lavoro dell’artista rispetto al loro vissuto. La comunicazione intima che si crea nei suoi dipinti, quando lavora a casa su fogli di carta, si trasforma in una relazione continua con lo spazio aperto e con gli altri artisti con i quali lavora.

L’aspetto più importante della sua arte è dunque la creazione di relazioni che nascono, sia con gli artisti con cui ha lavorato e lavora, sia con le persone che fruiscono della sua arte, imprescindibilmente, in modo gratuito.

Il suo tratto distintivo è l’atmosfera sognante dei suoi personaggi, che si richiamano tanto alle culture orientali quanto al surrealismo dello scorso secolo. Anche se il suo stile è in continua crescita ed espansione, adora le linee dell’arte orientale e dell’europeo Schiele, di cui ama soprattutto la forma nodosa delle giunture delle mani.